Design: guardare al passato inseguendo il futuro
Quando si parla di design dell’iPhone è davvero difficile rimanere obiettivi. Alcuni lo amano profondamente, altri lo odiano senza riserve. La cosa è ancor di più palpabile quando si parla della serie “6” degli smartphone di Apple a causa della tanta discussa fotocamera posteriore sporgente. Come sapranno ormai anche le pietre, la prima volta che l’azienda di Cupertino ha avallato questa scelta stilistica è stata con il passaggio dall’iPhone 5S all’iPhone 6 che, per motivi che riguardano profondamente la componentistica interna, hanno costretto Apple a scegliere un modulo fotografico che sporgesse dal resto del corpo.Provenendo da un dispositivo Android compatto e ben curato come può essere l’LG G2 – certamente i modelli successivi hanno raggiunto un grado di qualità costruttiva ben superiore rispetto al modello da me posseduto -, avere a che fare con un profilo simile ha causato ben meno problemi di quanto mi aspettassi. Leggendo e guardando recensioni di colleghi o semplici amanti del brand, avevo inteso la “questione fotocamera” come un clamoroso passo indietro da parte di Apple.
«Johny Ive si è drogato!», «Apple ha perso la sua classica e invidiata cura dei dettagli» e compagnia cantante sono stati alcuni dei titoli o dei leitmotiv che hanno caratterizzato davvero un numero cospicuo di editoriali. Personalmente il problema per me si è risolto nel giro di qualche giornata di utilizzo anche perché, ad essere sinceri, il profilo viene intaccato davvero di qualche millimetro. Insomma, non ci troviamo di fronte una svista tale da rovinare l’esperienza del dispositivo.
Per il resto, l’iPhone 6s Plus condivide gli stessi “limiti” che possiamo trovare con la scorsa generazione di smartphone; anzi, l’attuale al pari delle dimensioni integra una batteria meno capiente a fronte di un peso maggiore. Sebbene si tratti di piccolezze che nell’uso quotidiano non implicano assolutamente alcun problema (o rinuncia), si tratta di un altro esempio di come Apple sia dovuta scendere ad alcuni compromessi per quanto riguarda il design del suo smartphone.
Questi piccoli passi indietro dipendono dal fatto che, per la prima volta in assoluto, Apple ha integrato all’interno degli smartphone la tecnologia 3D Touch che, ricalcando lievemente il Force Touch che abbiamo visto sugli Apple Watch, permette agli utenti di accedere a ulteriori paradigmi di utilizzo delle applicazioni di terze parti e di sistema.
Il resto del corpo dell’iPhone 6s Plus racchiude la classica sapienza costruttiva per cui l’azienda di Cupertino è tanto famosa. I tasti hardware si manifestano nella stessa posizione delle scorse generazioni con il tasto accensione/spegnimento lungo il lato destro – comodissimo da raggiungere con il pollice, un po’ meno durante l’utilizzo prolungato del telefono che, più volte, mi è capitato di bloccare per una pressione troppo accentuata del pollice -, e il bilanciere del volume e il tasto per impostare il silenzioso posti esattamente lungo il lato opposto.
Il tasto Home, da sempre elemento distintivo di tutti i dispositivi mobile Apple, è posto nella porzione inferiore dell’iPhone 6s Plus perfettamente centrato rispetto alla capsula auricolare che invece campeggia lungo la cornice superiore. Tale tasto, come per le precedenti versioni, è leggermente cambiato rispetto a quello che Apple ha integrato nelle precedenti versioni di iPhone. Questo perché, come per gli iPhone 6 e iPhone 6 Plus, è presente una “porzione capacitiva” che, senza l’effettiva pressione del tasto, permette di “tirare giù” l’interfaccia di iOS 9.
Questa scelta di design è, come per la questione del 3D Touch, implementata a metà. Sebbene sia effettivamente utile utilizzare questa scorciatoia – sopratutto sull’iPhone 6s Plus -, la funzionalità non ha effetto sulle notifiche. Come sperato all’interno delle aspettative sulla WWDC 2016, sarebbe forse il caso che con il prossimo iOS 10 tutta l’interfaccia venga effettivamente modificata dal doppio tap.
Sul lato corto abbiamo invece, da sinistra verso destra, il jack audio da 3,5 millimetri – alcuni dicono che prenderà il volo nelle prossime generazioni di iPhone a favore di un unico connettore Lightning -, il microfono, il connettore Lightning e gli otto fori che fungono da diffusori per l’audio – esattamente gli stessi presenti anche sull’iPhone 6 Plus. La disposizione degli elementi si conclude posteriormente con il secondo microfono per la soppressione dei rumori esterni e il flash LED dual tone.
Display: un perfetto pannello da 5,5″
Quando si parla di iPhone 6s Plus non si può spendere qualche parola per il suo schermo. Alcuni potrebbero dire (e fanno bene) che l’iPhone 6s Plus è tutto schermo anche se, almeno per quanto mi riguarda, non è affatto così. La prima cosa che balza agli occhi a seguito del suo unboxing, è la dimensione delle cornici.Se c’à una cosa che invidio ai tanti smartphone Android la fuori, è la presenza per alcuni di essi di cornici davvero molto molto sottili. I vari LG (G2, G3, G4, G5) hanno fatto scuola su come implementare un ottimo pannello all’interno di un corpo molto compatto, così come Xiaomi con il suo ultimo Mi 5 ha dimostrato come ancora una volta quanto anche gli smartphone cinesi siano in grado di attuare quelle forme di ottimizzazioni che normalmente avevamo visto su ben altri brand.
Ebbene purtroppo l’iPhone 6s Plus è caratterizzato come sempre da un pannello IPS da 5,5 pollici con risoluzione Full HD da 1920 x 1080 pixel – 401 PPI come per il precedente modello – racchiuso in un dispositivo che ha delle dimensioni per nulla ergonomiche. I suoi 158,2 x 77,9 x 7,3 millimetri di ingombro in combinazione ai 192 grammi di peso (20 grammi in più rispetto al modello precedente) si fanno sentire parecchio, anche per una persona che può tranquillamente affermare di avere delle mani abbastanza grandi.
Naturalmente c’è da chiedersi come mai Apple abbia ancora una volta attuato questa scelta e, molto probabilmente, la risposta è sempre la stessa. L’azienda di Tim Cook non ha ancora trovato la quadra perfetta per riuscire a commercializzare un dispositivo con un display abbracciato da cornici sottili. Nonostante questo il display da 5,5 pollici si comporta sempre in maniera eccelsa. Il sensore ambientale è sempre pronto a rispondere rapidamente al cambio della luminosità così come gli angoli di visuali ampi che riescono a offrire colori sempre precisi e puntuali anche in condizioni “difficili”.
La luminosità del pannello IPS fa vibrare i colori anche in condizioni di piena luce (scordatevi di mettere la mano sul display al fine di creare un minimo d’ombra per distinguere gli elementi dell’interfaccia) così come, in perfetta condizione di buio, la luminosità minima permette di non restare accecati – qui viene in aiuto anche la funzione Night Shift introdotta da Apple a seguito del rilascio diiOS 9.3.
La fotocamera sporgente che regala tante soddisfazioni
L’iPhone è sicuramente un telefono molto predisposto ad imprimere pixel su memoria i momenti che non vogliamo dimenticare, e anche i vari spot televisivi trasudano di una grande attenzione da parte di Apple per far sì che ciò avvenga. Nonostante non abbia (ancora) delle soluzioni per l’audio come per esempio possiamo vedere nei nuovi iPad Pro oppure sui telefoni HTC, è fuori discussione la qualità che riesce a tirare fuori la fotocamera posteriore da 12 MP. La differenza di 4 MP rispetto alla precedente generazione di iPhone permette di portare a casa scatti davvero eccezionali; così come il passaggio da 1.2 MP a 5 MP per il sensore frontale, permette di apprezzare maggiori dettagli durante videochat su FaceTime o altre applicazioni di videochiamata.
Lasciando da parte la feature “Live Photos” che permette di animare le foto con un piccolissimo video che precede lo scatto vero e proprio – feature presente da anni anche su svariati altri device ormai -, il sensore da 12 MP ha un’apertura ƒ/2.2 ed è capace di riprendere video fino a risoluzione 4K con funzione moviola – o slow mo – a 1080p a 120 fps.
Sebbene non sia presente un focus al laser come invece troviamo sempre più spesso integrato sugli smartphone Android, Apple è comunque riuscita a integrare una tecnologia che garantisce una messa a fuoco pressoché istantanea sia per quanto riguarda lo scatto di foto che durante la ripresa di un feed video. Quando si è in condizioni perfette (soprattutto per quanto riguarda la luminosità), risulta quasi impercettibile notare lo scatto della foto; le cose cambiano invece in condizioni più complesse dove a fronte di una messa a fuoco più lenta, ne consegue anche una maggiore probabilità di scattare foto mosse o non a fuoco.
Dal mio punto di vista quello che ancora manca sull’iPhone è una vera modalità manuale (fiore all’occhiello degli ultimi LG G5 o Huawei P9) che permetta di impostare in maniera più granulare tutti i parametri di scatto. Non posso anche non citare il supporto al formato RAW che è ormai richiesto a gran voce dagli utenti iOS. Tralasciando questi piccoli “problemi”, scattare fotografie o girare video con l’iPhone è sempre un’esperienza che permette di portare a casa la quasi totalità degli scatti.
La vera killer feature dei nuovi iPhone 6s è proprio la presenza del 3D Touch. La tecnologia è tuttora implementata piuttosto bene nonostante però si sente a pelle che poteva essere sicuramente pensata meglio. Non tanto per quanto riguarda gli schemi di utilizzo che, come detto precedentemente, trovano maggiore sfogo nelle applicazioni di terze parti, ma proprio su come il sistema operativo interpreta la nuova tecnologia. Un esempio su tutti è la funzionalità Peek & Pop.
La funzione prevede che lungo tutte le applicazioni che la supportano, l’utente è in grado di “sbirciare” il contenuto di link, una foto, una mappa, un video, o una Live Photo, semplicemente tappando con più forza l’elemento stesso. Concettualmente si tratta di una scorciatoia intelligente e potrebbe effettivamente far risparmiare diversi tap – del resto è questo il maggiore vantaggio dall’utilizzo del 3D Touch -, ma la feature si scontra con l’utilità stessa del Peek & Pop.
Controllare in anteprima una pagina web o una mappa cozza contro l’impossibilità di controllare pienamente l’elemento tappato. Il dito si trova proprio al centro dell’elemento che viene mostrato, andando a vanificare l’utilità stessa della feature. Nonostante questo, il 3D Touch è la tecnologia dell’iPhone 6s Plus che utilizzo più spesso. Lungo l’intero sistema operativo mi ritrovo a scorrere lungo il multitasking semplicemente “tappando forte” la cornice sinistra dello smartphone, così come accedere rapidamente ad alcune impostazioni rapide direttamente dall’icona “Impostazioni” – funzione resa possibile con l’aggiornamento iOS 9.3. Dal punto di vista puramente legato al design, il 3D Touch si tratta sicuramente di una tecnologia affascinante (nel corso dei mesi abbiamo visto come altre aziende abbiano iniziato ad integrare la stessa tecnologia sui propri prodotti) ma secondo me implementata in maniera lacunosa.
Apple non è stata in grado di rendere perfettamente chiaro il modo in cui si utilizza la funzione né sulle proprie applicazioni di sistema né sulle applicazioni di terze parti. Se per queste ultime è spettato agli sviluppatori mostrare tramite changelog o GIF i nuovi modelli di utilizzo del 3D Touch – pensiamo ad esempio su Instagram, Tweetbot, Telegram, WhatsApp e tante altre applicazioni -, sul proprio sistema operativo mobile l’azienda di Cupertino ha ancora una volta peccato di superficialità.
Ancora oggi, a distanza di nove mesi, mi capita di imbattermi in video di YouTube o articoli dove viene mostrato una nuova “scorciatoia” di sistema raggiungibile unicamente tramite il 3D Touch. Questo è un classico esempio di limite mentale (?) di quanto inserire nuove feature – teoricamente killer feature – e non essere in grado di pubblicizzarle come si deve, vanifica tutti gli sforzi fatti a monte; se ci si pensa è un grosso passo indietro per Apple, un’azienda che con i suoi video promozionale è stata in grado di creare delle vere e proprie mode.
Non è una questione puramente editoriale: quando si parla di un prodotto tecnologico come uno smartphone, un periodo di tempo così lungo implica principalmente due controindicazioni: il prezzo attuale di listino, la presenza di concorrenti più recenti e prestanti. Quando si parla di iPhone si sa che, almeno in parte, questi piccoli problemi hanno ben poco conto. Se con gli smartphone Android siamo abituati a cali di prezzo repentini (per darvi un esempio l’LG G5 è già disponibile a 449€ su determinati eCommerce), per quanto riguarda gli iPhone, Apple riesce ancora oggi a limare un svalutazione di prezzo così importante.
Anche dal punto di vista della scheda tecnica le cose vanno prese da un’angolazione diversa. Apple sappiamo che è molto brava a spremere il massimo dai suoi SoC che, molto spesso, sono in grado di tenere testa a processori ben più prestanti (almeno sulla carta). Nonostante ciò mi risulta particolarmente difficile fare finta di niente e non considerare questi due aspetti. Partiamo con ordine: il prezzo. Scegliendo un iPhone 6s Plus dall’Apple Store, ancora oggi si è costretti a sborsare 889€; questo prezzo permette di portarsi a casa il modello base, ovvero con 16 GB di storage interno.
Dopo nove mesi di utilizzo mi sono reso conto che il prezzo non è assolutamente in linea con le prestazioni offerte dal telefono. Perché? Il vero tallone di Achille degli iPhone non è né il peso, né la dimensione, né le vistose cornici. Il più grande problema dell’iPhone attuale è il taglio di memoria presente nel modello entry level. Dove altre aziende a quel prezzo sono in grado di integrare moduli da almeno 64 GB (il più delle volte espandibili tramite micro SD anche fino a 2 TB come per il Lumia 950), Apple incatena i suoi utenti su un prodotto che, se tutto va bene, esce dalla scatola con 10-11 GB di spazio effettivo.
Questo è un grandissimo problema se si tiene conto che gli iPhone 6s Plus (così come il suo fratello più piccolo) sono in grado di riprendere video a risoluzione 4K. Per darvi un’idea, un minuto di video a risoluzione 4K a 30 fps pesa 375 MB (lo stesso per quanto riguarda il video in modalità moviola a risoluzione 1080p a 120 fps). Fatevi un attimo il calcolo di quanto velocemente si possa arrivare al classico messaggio di spazio insufficiente in queste situazioni. E non metto in conto il peso sempre maggiore delle applicazioni (per non parlare dei giochi), così come gli elementi multimediali che quotidianamente scambiamo tramite i servizi di messaggistica istantanea.
Dopo nove mesi di utilizzo ho realizzato che non aver preso il modello da 64 GB e fronte di un risparmio davvero irrisorio è stato il più grande errore che abbia mai potuto fare. La mia esperienza di utilizzo è quotidianamente castrata dalla paura di finire lo spazio a disposizione. Perché Apple continua imperterrita a seguire questa strada? Apple è prima di tutto un’azienda che vende hardware e anche servizi; uno di questi è iCloud che, guarda caso, si integra anche con con Foto. Quale vantaggio si avrebbe nello scegliere un modello da 64 o 128 GB se poi tutte le foto e video le riversiamo sui servizi cloud di Apple? A questo punto tanto vale comprare uno spazio su iCloud e schiaffare lì tutte le foto e video che non si vogliono tenere sul dispositivo per ovvi motivi di spazio.
Idem per quanto riguarda la musica. Un tempo era abituato a cambiare ciclicamente la collezione audio presente sul mio vecchio iPhone 4S al fine di avere sempre una playlist aggiornata. Che senso ha occupare spazio quando si ha Apple Music? Tutte queste opportunità create da Apple potrebbero effettivamente rendere a tutti la vita più semplice e pertanto è anche questo uno dei motivi per cui continua a proporre smartphone con soli 16 GB di storage.
Concorrenza, il secondo punto. Qui si parla principalmente dei propri gusti personali e della propria “scimmia” – quell’essere mitologico che normalmente assale chi ha la mania di cambiare costantemente un oggetto tecnologico a caso. Come dicevo prima, se si guarda alla concorrenza, soprattutto lungo una fase temporale di nove mesi, si rischia di trovare un muro di dispositivi più nuovi e migliori (almeno sulla carta). Chi è “fedele” ad Apple e ai suoi iPhone ha poco da temere dalla concorrenza; chi invece ha l’abitudine di guardarsi sempre intorno non può non notare che all’attuale prezzo di listino degli iPhone 6s è possibile trovare smartphone (ovviamente Android) più recenti.
Per quanto mi riguarda la questione mi interessa poco, del resto sono abituato a restare su una generazione di smartphone almeno per due anni. Chi invece “cade in tentazione” potrebbe non ritenere saggio acquistare adesso un iPhone 6s Plus. Anche se c’è un se: e se l’iPhone 7 non sarà poi un passo in avanti così grande, avrà senso guardare alla precedente versione? Seguendo ciò che ha fatto Apple nel passato, si può tranquillamente stimare gli attuali iPhone riceveranno aggiornamenti di sistema almeno fino ad iOS 13 (o come decideranno di chiamarlo) considerando che, ancora oggi, iOS 9 è disponibile per l’iPhone 4S, un telefono uscito con iOS 5 nel 2011.
Io onestamente mi trovo in una situazione in cui non saprei davvero se, dopo nove mesi, posso ritenermi pienamente soddisfatto del mio acquisto. Mettendo un attimo da parte il problema dello storage interno, è iOS 9 che mi crea qualche dubbio a riguardo. Per quel che mi posso ricordare, sulle precedenti versioni di iOS (diciamo pre-iOS 7), Apple era sempre riuscita a rilasciare delle versioni del suo sistema operativo mobile decisamente stabili. Ad oggi la cosa è onestamente l’opposto: nonostante disponga dell’ultimo telefono Apple non è affatto inusuale andare incontro a strani rallentamenti e crash.
In questi nove mesi mi è stato chiesto più volte se fossi incline a comprare nuovamente un iPhone 6s Plus. Volendo no, ma sono costretto a dire di sì. Sopratutto per quanto riguarda la batteria e la presenza del 3D Touch, mi risulta davvero impossibile volgere lo sguardo sull’iPhone 6s che, nonostante sia un ottimo telefono, integra una batteria che ritengo assolutamente insufficienti per i miei utilizzi.
Qualche punto “negativo” è però riscontrabile nell’ambito audio. In questo contesto l’audio in uscita (sia per quanto riguarda la parte telefonica che l’audio in sé) è in linea con la precedente versione dello smartphone senza però regalare quel qualcosa in più che invece ci si aspettava. Molto probabilmente i prossimi iPhone permetteranno di godere di un audio stereo come sui nuovi iPad Pro, maallo stato attuale non ci troviamo di fronte un miracolo.
La parte telefonica è sempre impeccabile – sia da parte di chi riceva la chiamata che da chi l’effettua – anche se la ricezione è in qualche caso problematica. A parità di operatore telefonico (TIM), in comparazione al mio vecchio LG G2 ho trovato l’iPhone 6s Plus un po’ più pigro rispetto ad agganciare la cella telefonica. In cuffia, anche a volumi alti, l’audio esce sempre pulito e cristallino; i bassi e i medisuonano molto meglio della vecchia generazione – ho un iPhone 6 sottomano tutti i giorni – e questo non può che essere un bene se passate molto tempo ad ascoltare musica in cuffia.
Come ho detto poco più su, l’iPhone 6s Plus integra in realtà una batteria meno capiente della generazione precedente; il motivo è perché l’azienda di Cupertino è dovuta scendere a dei compromessi a causa della presenza del 3D Touch. Nonostante questo, il modulo da 2750 mAh permette di arrivare tranquillamente a sera anche a seguito di una giornata molto pesante e in mobilità. Mediamente, e a seguito di nove mesi di utilizzo, mi ritrovo ad avere più o meno la stessa autonomia che riscontravo nei primi giorni successivi al suo acquisto. In condizioni standard con luminosità automatica, servizi di localizzazione attivi, modulo Bluetooth sempre attivo (lo uso per sincronizzare tutti i dati con il mio Withings Activité Pop), moduli Wi-Fi e dati (LTE) sempre attivi, notifiche push attive per quattro indirizzi email e tantissime altre applicazioni, arrivo mediamente a coprire una intera giornata che parte dalle 7:30 del mattino e si conclude intorno alla mezzanotte.
L’ottimizzazione del modulo c’è, si sente e me ne rendo conto anche considerando il fatto che la feature “Hey, Siri” arriva a consumare davvero un bel po’ di batteria – sopratutto quando si ha a che fare con uno come me che abusa quotidianamente di Siri per qualsiasi cosa. Nonostante questo la batteria tende effettivamente a scendere rapidamente di livello quando il modulo connettività fa “fatica” ad agganciare bene il segnale; in queste condizioni si arriva tranquillamente a perdere importanti punti percentuale in pochissimo tempo.
In queste condizioni ripongo la mia fiducia nella feature “Risparmio energetico” che Apple ha integrato in iOS 9. Ricalcando perfettamente la “modalità stamina” che troviamo ad esempio nei telefoni Sony, “risparmio energetico” va a limitare o bloccare alcune funzioni dell’iPhone (ricezioni email in push, funzionalità “Hey, Siri”, aggiornamento delle app in background, effetti dinamici della UI e tanto altro) al fine da preservare al massimo l’autonomia della batteria. Faccio uso (o abuso) della funzionalità ogni volta mi trovo ad utilizzare l’iPhone 6s Plus per tanto tempo con Apple Mappe oppure quando mi trovo in una zona in cui la copertura non è stabile.
Tenendo in considerazione questi casi, non posso che essere contento della batteria del mio iPhone 6s Plus. Dopo tutti questi mesi di utilizzo (alcune volte maldestro) non ho notato grossi cali di prestazione e continua ad essere uno dei motivi per cui anche per le prossime generazioni continuerò a scegliere la versione “Plus” del melafonino.
Dopo nove mesi mi pare ancora lecito dare all’iPhone 6s Plus un voto coi fiocchi, anche se l’esperienza viene minata da quei piccoli problemi che ho elencato all’interno della recensione. Se siete alla ricerca di un telefono dalle grandi prestazioni e state guardando ad iOS, non posso che consigliarvi di considerare seriamente l’iPhone 6s Plus che, grazie ai diversi mesi di distanza che ormai lo separano dal suo rilascio sul mercato, è possibile trovare su Amazon.
Lasciando da parte la feature “Live Photos” che permette di animare le foto con un piccolissimo video che precede lo scatto vero e proprio – feature presente da anni anche su svariati altri device ormai -, il sensore da 12 MP ha un’apertura ƒ/2.2 ed è capace di riprendere video fino a risoluzione 4K con funzione moviola – o slow mo – a 1080p a 120 fps.
Sebbene non sia presente un focus al laser come invece troviamo sempre più spesso integrato sugli smartphone Android, Apple è comunque riuscita a integrare una tecnologia che garantisce una messa a fuoco pressoché istantanea sia per quanto riguarda lo scatto di foto che durante la ripresa di un feed video. Quando si è in condizioni perfette (soprattutto per quanto riguarda la luminosità), risulta quasi impercettibile notare lo scatto della foto; le cose cambiano invece in condizioni più complesse dove a fronte di una messa a fuoco più lenta, ne consegue anche una maggiore probabilità di scattare foto mosse o non a fuoco.
Dal mio punto di vista quello che ancora manca sull’iPhone è una vera modalità manuale (fiore all’occhiello degli ultimi LG G5 o Huawei P9) che permetta di impostare in maniera più granulare tutti i parametri di scatto. Non posso anche non citare il supporto al formato RAW che è ormai richiesto a gran voce dagli utenti iOS. Tralasciando questi piccoli “problemi”, scattare fotografie o girare video con l’iPhone è sempre un’esperienza che permette di portare a casa la quasi totalità degli scatti.
3D Touch: un interessante punto di partenza
Checché se ne dica, la versione “S” (o “s”) degli iPhone sono state quelle che hanno portato alcune delle maggiori novità sui telefoni Apple. Forse ci dimentichiamo che nelle versioni “S” abbiamo visto arrivare su smartphone, e per la prima volta, un processore a 64-bit, Siri, il Touch ID o, come per questa generazione, il 3D Touch.La vera killer feature dei nuovi iPhone 6s è proprio la presenza del 3D Touch. La tecnologia è tuttora implementata piuttosto bene nonostante però si sente a pelle che poteva essere sicuramente pensata meglio. Non tanto per quanto riguarda gli schemi di utilizzo che, come detto precedentemente, trovano maggiore sfogo nelle applicazioni di terze parti, ma proprio su come il sistema operativo interpreta la nuova tecnologia. Un esempio su tutti è la funzionalità Peek & Pop.
La funzione prevede che lungo tutte le applicazioni che la supportano, l’utente è in grado di “sbirciare” il contenuto di link, una foto, una mappa, un video, o una Live Photo, semplicemente tappando con più forza l’elemento stesso. Concettualmente si tratta di una scorciatoia intelligente e potrebbe effettivamente far risparmiare diversi tap – del resto è questo il maggiore vantaggio dall’utilizzo del 3D Touch -, ma la feature si scontra con l’utilità stessa del Peek & Pop.
Controllare in anteprima una pagina web o una mappa cozza contro l’impossibilità di controllare pienamente l’elemento tappato. Il dito si trova proprio al centro dell’elemento che viene mostrato, andando a vanificare l’utilità stessa della feature. Nonostante questo, il 3D Touch è la tecnologia dell’iPhone 6s Plus che utilizzo più spesso. Lungo l’intero sistema operativo mi ritrovo a scorrere lungo il multitasking semplicemente “tappando forte” la cornice sinistra dello smartphone, così come accedere rapidamente ad alcune impostazioni rapide direttamente dall’icona “Impostazioni” – funzione resa possibile con l’aggiornamento iOS 9.3. Dal punto di vista puramente legato al design, il 3D Touch si tratta sicuramente di una tecnologia affascinante (nel corso dei mesi abbiamo visto come altre aziende abbiano iniziato ad integrare la stessa tecnologia sui propri prodotti) ma secondo me implementata in maniera lacunosa.
Apple non è stata in grado di rendere perfettamente chiaro il modo in cui si utilizza la funzione né sulle proprie applicazioni di sistema né sulle applicazioni di terze parti. Se per queste ultime è spettato agli sviluppatori mostrare tramite changelog o GIF i nuovi modelli di utilizzo del 3D Touch – pensiamo ad esempio su Instagram, Tweetbot, Telegram, WhatsApp e tante altre applicazioni -, sul proprio sistema operativo mobile l’azienda di Cupertino ha ancora una volta peccato di superficialità.
Ancora oggi, a distanza di nove mesi, mi capita di imbattermi in video di YouTube o articoli dove viene mostrato una nuova “scorciatoia” di sistema raggiungibile unicamente tramite il 3D Touch. Questo è un classico esempio di limite mentale (?) di quanto inserire nuove feature – teoricamente killer feature – e non essere in grado di pubblicizzarle come si deve, vanifica tutti gli sforzi fatti a monte; se ci si pensa è un grosso passo indietro per Apple, un’azienda che con i suoi video promozionale è stata in grado di creare delle vere e proprie mode.
Prestazioni: buone, ma a troppo
E siamo arrivato al capito per me più importante di questa recensione. Quando mi è stata proposta di farla ho subito pensato di soffrire di qualche problema di udito. Sebbene su Ridble, e precisamente sulcanale YouTube, abbiamo inaugurato le recensioni dopo 1 mese – più che fondamentali quando si tratta di recensire uno smartphone che, diciamocelo chiaramente, mostra 1/4 delle sue qualità in quelle recensioni nate dopo appena due giorni di utilizzo -, recensire un “best buy” dopo nove mesi dalla sua uscita può essere (e lo è) un’arma a doppio taglio.Non è una questione puramente editoriale: quando si parla di un prodotto tecnologico come uno smartphone, un periodo di tempo così lungo implica principalmente due controindicazioni: il prezzo attuale di listino, la presenza di concorrenti più recenti e prestanti. Quando si parla di iPhone si sa che, almeno in parte, questi piccoli problemi hanno ben poco conto. Se con gli smartphone Android siamo abituati a cali di prezzo repentini (per darvi un esempio l’LG G5 è già disponibile a 449€ su determinati eCommerce), per quanto riguarda gli iPhone, Apple riesce ancora oggi a limare un svalutazione di prezzo così importante.
Anche dal punto di vista della scheda tecnica le cose vanno prese da un’angolazione diversa. Apple sappiamo che è molto brava a spremere il massimo dai suoi SoC che, molto spesso, sono in grado di tenere testa a processori ben più prestanti (almeno sulla carta). Nonostante ciò mi risulta particolarmente difficile fare finta di niente e non considerare questi due aspetti. Partiamo con ordine: il prezzo. Scegliendo un iPhone 6s Plus dall’Apple Store, ancora oggi si è costretti a sborsare 889€; questo prezzo permette di portarsi a casa il modello base, ovvero con 16 GB di storage interno.
Dopo nove mesi di utilizzo mi sono reso conto che il prezzo non è assolutamente in linea con le prestazioni offerte dal telefono. Perché? Il vero tallone di Achille degli iPhone non è né il peso, né la dimensione, né le vistose cornici. Il più grande problema dell’iPhone attuale è il taglio di memoria presente nel modello entry level. Dove altre aziende a quel prezzo sono in grado di integrare moduli da almeno 64 GB (il più delle volte espandibili tramite micro SD anche fino a 2 TB come per il Lumia 950), Apple incatena i suoi utenti su un prodotto che, se tutto va bene, esce dalla scatola con 10-11 GB di spazio effettivo.
Questo è un grandissimo problema se si tiene conto che gli iPhone 6s Plus (così come il suo fratello più piccolo) sono in grado di riprendere video a risoluzione 4K. Per darvi un’idea, un minuto di video a risoluzione 4K a 30 fps pesa 375 MB (lo stesso per quanto riguarda il video in modalità moviola a risoluzione 1080p a 120 fps). Fatevi un attimo il calcolo di quanto velocemente si possa arrivare al classico messaggio di spazio insufficiente in queste situazioni. E non metto in conto il peso sempre maggiore delle applicazioni (per non parlare dei giochi), così come gli elementi multimediali che quotidianamente scambiamo tramite i servizi di messaggistica istantanea.
Dopo nove mesi di utilizzo ho realizzato che non aver preso il modello da 64 GB e fronte di un risparmio davvero irrisorio è stato il più grande errore che abbia mai potuto fare. La mia esperienza di utilizzo è quotidianamente castrata dalla paura di finire lo spazio a disposizione. Perché Apple continua imperterrita a seguire questa strada? Apple è prima di tutto un’azienda che vende hardware e anche servizi; uno di questi è iCloud che, guarda caso, si integra anche con con Foto. Quale vantaggio si avrebbe nello scegliere un modello da 64 o 128 GB se poi tutte le foto e video le riversiamo sui servizi cloud di Apple? A questo punto tanto vale comprare uno spazio su iCloud e schiaffare lì tutte le foto e video che non si vogliono tenere sul dispositivo per ovvi motivi di spazio.
Idem per quanto riguarda la musica. Un tempo era abituato a cambiare ciclicamente la collezione audio presente sul mio vecchio iPhone 4S al fine di avere sempre una playlist aggiornata. Che senso ha occupare spazio quando si ha Apple Music? Tutte queste opportunità create da Apple potrebbero effettivamente rendere a tutti la vita più semplice e pertanto è anche questo uno dei motivi per cui continua a proporre smartphone con soli 16 GB di storage.
Concorrenza, il secondo punto. Qui si parla principalmente dei propri gusti personali e della propria “scimmia” – quell’essere mitologico che normalmente assale chi ha la mania di cambiare costantemente un oggetto tecnologico a caso. Come dicevo prima, se si guarda alla concorrenza, soprattutto lungo una fase temporale di nove mesi, si rischia di trovare un muro di dispositivi più nuovi e migliori (almeno sulla carta). Chi è “fedele” ad Apple e ai suoi iPhone ha poco da temere dalla concorrenza; chi invece ha l’abitudine di guardarsi sempre intorno non può non notare che all’attuale prezzo di listino degli iPhone 6s è possibile trovare smartphone (ovviamente Android) più recenti.
Per quanto mi riguarda la questione mi interessa poco, del resto sono abituato a restare su una generazione di smartphone almeno per due anni. Chi invece “cade in tentazione” potrebbe non ritenere saggio acquistare adesso un iPhone 6s Plus. Anche se c’è un se: e se l’iPhone 7 non sarà poi un passo in avanti così grande, avrà senso guardare alla precedente versione? Seguendo ciò che ha fatto Apple nel passato, si può tranquillamente stimare gli attuali iPhone riceveranno aggiornamenti di sistema almeno fino ad iOS 13 (o come decideranno di chiamarlo) considerando che, ancora oggi, iOS 9 è disponibile per l’iPhone 4S, un telefono uscito con iOS 5 nel 2011.
Io onestamente mi trovo in una situazione in cui non saprei davvero se, dopo nove mesi, posso ritenermi pienamente soddisfatto del mio acquisto. Mettendo un attimo da parte il problema dello storage interno, è iOS 9 che mi crea qualche dubbio a riguardo. Per quel che mi posso ricordare, sulle precedenti versioni di iOS (diciamo pre-iOS 7), Apple era sempre riuscita a rilasciare delle versioni del suo sistema operativo mobile decisamente stabili. Ad oggi la cosa è onestamente l’opposto: nonostante disponga dell’ultimo telefono Apple non è affatto inusuale andare incontro a strani rallentamenti e crash.
In questi nove mesi mi è stato chiesto più volte se fossi incline a comprare nuovamente un iPhone 6s Plus. Volendo no, ma sono costretto a dire di sì. Sopratutto per quanto riguarda la batteria e la presenza del 3D Touch, mi risulta davvero impossibile volgere lo sguardo sull’iPhone 6s che, nonostante sia un ottimo telefono, integra una batteria che ritengo assolutamente insufficienti per i miei utilizzi.
Multimedia: la classica qualità di un iPhone
Quando si affronta l’aspetto “multimedia” di un iPhone è quasi sempre lecito aspettarsi di trovarsi di fronte un campione puro sangue. Effettivamente l’iPhone 6s Plus non mi ha mai convinto del contrario, anzi. La fotocamera è, come ho detto nell’apposito capitolo, sicuramente uno degli aspetti più interessanti dell’ultima fatica di Cupertino. Il display regala 401 PPI di qualità indiscussa – certo, non siamo di fronte ad un pannello Super AMOLED di Samsung e ai suoi neri carichi e profondi – sia per quanto riguarda la qualità finale dei contenuti multimediali (foto e video), che per quanto riguarda l’ambito video ludico dove si ha la possibilità di godere dei vantaggi di un App Store sempre ricco di nuovi titoli ottimizzati anche per Metal, il framework sviluppato da Apple e presentato l’anno scorso.Qualche punto “negativo” è però riscontrabile nell’ambito audio. In questo contesto l’audio in uscita (sia per quanto riguarda la parte telefonica che l’audio in sé) è in linea con la precedente versione dello smartphone senza però regalare quel qualcosa in più che invece ci si aspettava. Molto probabilmente i prossimi iPhone permetteranno di godere di un audio stereo come sui nuovi iPad Pro, maallo stato attuale non ci troviamo di fronte un miracolo.
La parte telefonica è sempre impeccabile – sia da parte di chi riceva la chiamata che da chi l’effettua – anche se la ricezione è in qualche caso problematica. A parità di operatore telefonico (TIM), in comparazione al mio vecchio LG G2 ho trovato l’iPhone 6s Plus un po’ più pigro rispetto ad agganciare la cella telefonica. In cuffia, anche a volumi alti, l’audio esce sempre pulito e cristallino; i bassi e i medisuonano molto meglio della vecchia generazione – ho un iPhone 6 sottomano tutti i giorni – e questo non può che essere un bene se passate molto tempo ad ascoltare musica in cuffia.
Batteria: il tallone d’Achille degli iPhone
Da quando ho memoria, gli iPhone sono stati sempre considerati degli ottimi smartphone ad eccezione di un piccolo (grande) problema: la batteria. Nel corso degli anni abbiamo visto come mentre su altri lidi le dimensioni della batteria crescessero, lato iOS i passi in avanti fossero sempre piccoli e a tratti insignificanti. L’arrivo della generazione “Plus” ha però finalmente messo da parte le critiche degli utenti Apple, regalando un modulo batteria finalmente degno di questo secolo.Come ho detto poco più su, l’iPhone 6s Plus integra in realtà una batteria meno capiente della generazione precedente; il motivo è perché l’azienda di Cupertino è dovuta scendere a dei compromessi a causa della presenza del 3D Touch. Nonostante questo, il modulo da 2750 mAh permette di arrivare tranquillamente a sera anche a seguito di una giornata molto pesante e in mobilità. Mediamente, e a seguito di nove mesi di utilizzo, mi ritrovo ad avere più o meno la stessa autonomia che riscontravo nei primi giorni successivi al suo acquisto. In condizioni standard con luminosità automatica, servizi di localizzazione attivi, modulo Bluetooth sempre attivo (lo uso per sincronizzare tutti i dati con il mio Withings Activité Pop), moduli Wi-Fi e dati (LTE) sempre attivi, notifiche push attive per quattro indirizzi email e tantissime altre applicazioni, arrivo mediamente a coprire una intera giornata che parte dalle 7:30 del mattino e si conclude intorno alla mezzanotte.
L’ottimizzazione del modulo c’è, si sente e me ne rendo conto anche considerando il fatto che la feature “Hey, Siri” arriva a consumare davvero un bel po’ di batteria – sopratutto quando si ha a che fare con uno come me che abusa quotidianamente di Siri per qualsiasi cosa. Nonostante questo la batteria tende effettivamente a scendere rapidamente di livello quando il modulo connettività fa “fatica” ad agganciare bene il segnale; in queste condizioni si arriva tranquillamente a perdere importanti punti percentuale in pochissimo tempo.
In queste condizioni ripongo la mia fiducia nella feature “Risparmio energetico” che Apple ha integrato in iOS 9. Ricalcando perfettamente la “modalità stamina” che troviamo ad esempio nei telefoni Sony, “risparmio energetico” va a limitare o bloccare alcune funzioni dell’iPhone (ricezioni email in push, funzionalità “Hey, Siri”, aggiornamento delle app in background, effetti dinamici della UI e tanto altro) al fine da preservare al massimo l’autonomia della batteria. Faccio uso (o abuso) della funzionalità ogni volta mi trovo ad utilizzare l’iPhone 6s Plus per tanto tempo con Apple Mappe oppure quando mi trovo in una zona in cui la copertura non è stabile.
Tenendo in considerazione questi casi, non posso che essere contento della batteria del mio iPhone 6s Plus. Dopo tutti questi mesi di utilizzo (alcune volte maldestro) non ho notato grossi cali di prestazione e continua ad essere uno dei motivi per cui anche per le prossime generazioni continuerò a scegliere la versione “Plus” del melafonino.
iPhone 6s Plus: le conclusioni
L’iPhone 6s Plus è stato un fedele compagno per tutti questi mesi – e continuerà ad esserlo come minimo fino all’arrivo dell’iPhone 7s. A pochi mesi dall’arrivo della nuova generazione di smartphone Apple, sale normale la voglia di conoscere e scoprire cosa Apple integrerà nella nuova generazione, ma nonostante tutto quando guardo al mio iPhone 6s Plus non ho mai quel retrogusto amaro tipico dell’utilizzare un oggetto controvoglia.Dopo nove mesi mi pare ancora lecito dare all’iPhone 6s Plus un voto coi fiocchi, anche se l’esperienza viene minata da quei piccoli problemi che ho elencato all’interno della recensione. Se siete alla ricerca di un telefono dalle grandi prestazioni e state guardando ad iOS, non posso che consigliarvi di considerare seriamente l’iPhone 6s Plus che, grazie ai diversi mesi di distanza che ormai lo separano dal suo rilascio sul mercato, è possibile trovare su Amazon.
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