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FAQ sulle batterie per notebook

Quanto dura la batteria di un notebook? Quando è opportuno sostituirla?

Tutte le batterie ricaricabili si consumano con il passare del tempo e con l'uso. Via via che aumentano tempo e utilizzo totale, le prestazioni diminuiscono. Per l'utilizzo medio, una diminuzione sostanziale del tempo di esecuzione si evidenzia da 18 a 24 mesi dopo l'acquisto. Per un utilizzo intensivo, tale diminuzione si verifica generalmente prima che siano trascorsi 18 mesi. Consigliamo l'acquisto di una nuova batteria sostituire quando il tempo di esecuzione non è più soddisfacente.

Quali sono i criteri per scegliere tre due batterie con differente numero di Watt/ora (Wh) possibili per un sistema?

Un maggiore numero di watt/ora (Wh) garantiscono solitamente, a parità di sistema e condizioni operative, un maggior tempo di esecuzione. Ad esempio, paragonando le prestazioni sullo stesso sistema, con le stesse applicazioni, la batteria da 53 Wh ha un tempo di esecuzione superiore di circa il 65% rispetto a una batteria da 32 Wh.

Per quanto tempo rimane carica la batteria di un notebook?

Il lasso di tempo durante il quale la batteria di un notebook può fornire energia prima di dover essere ricaricata dipende da molti fattori. Tali fattori comprendono il tipo di configurazione (processore, memoria, ecc.), le applicazioni eseguite e la luminosità del display.

Come si carica la batteria di un notebook?

La batteria si ricarica sul notebook stesso quando questo è connesso a una alimentazione elettrica tramite l'adattatore AC.

Quanto tempo è necessario perché una batteria per notebook sia completamente carica?

Il tempo di ricarica varia secondo i sistemi. Se il sistema supporta ExpressChargeTM , la batteria ha una carica superiore all'80% dopo mezz'ora, e, a sistema spento, raggiunge la carica completa in circa 2 ore.

Lasciare che la carica della batteria si esaurisca completamente, ricaricandola quindi solo occasionalmente, ne prolunga la durata?

No, scaricare e ricaricare non influenza la durata di una batteria agli ioni di litio.

Le batterie dei notebook possono rischiare il "sovraccarico"?

No, la batteria è progettata per interrompere l'assorbimento dal caricatore una volta completato il caricamento.

La batteria consuma carica se messa in funzione quando è connessa a una presa di alimentazione tramite stazione docking o adattatore CA?

No

È facile installare una batteria?

si, facilissimo. Innanzitutto, è consigliabile salvare tutti i file aperti. È inoltre necessario collegare il notebook all'alimentazione esterna, sospendere o spegnere il sistema. Rilasciare il fermo della batteria attuale e inserire semplicemente la batteria di riserva.

Notebook per accettare batterie non di marca?

Ogni produttore di batterie viene sottoposto a un test rigoroso e selettivo della batteria per garantire funzionalità, prestazioni e sicurezza corrette. Le batterie sostitutive sottoposte a severi test selettivi sono pienamente compatibili con il sistema di batterie originale. Si consiglia ai clienti di utilizzare solo la batteria specificata sul modello di laptop. La batteria di ricambio per pcbatteria può garantire un anno di vita utile, il suo design è adatto per la sicurezza del sistema di batterie e il livello di prestazioni e fornisce supporto tecnico per la batteria durante il periodo di garanzia.

A cosa serve la fila di LED posta sulla batteria?

La maggior parte delle batterie dispone di un indicatore LED che consente agli utenti di verificare il tempo di esecuzione disponibile e la durata complessiva della batteria premendo un solo pulsante.
Per verificare il livello di carica della batteria, premendo il tasto, il numero di luci illuminate indicherà lo stato di carica. Se si accendono tutte le luci, la batteria è completamente carica. Ogni LED indica una carica pari a circa il 20%.
Per verificare la condizione della batteria, tenere premuto il pulsante dello stato sull'indicatore del livello di carica della batteria per almeno 3 secondi. Se non si accende alcun indicatore, la batteria è in buone condizioni e possiede ancora oltre l'80 percento della capacità di carica originale. Ogni indicatore rappresenta una degradazione incrementale. Se si accendono cinque indicatori, significa che rimane meno del 60 percento della capacità di carica ed è consigliabile sostituire la batteria.

Quali sono le raccomandazioni di in merito alla conservazione a lungo termine delle batterie?

Rispettare le seguenti linee guida quando si ripone la batteria per più di 4 giorni può contribuire a prolungarne la vita utile:
  • Non lasciare per lunghi periodi le batterie connesse a sorgenti elettriche, quali adattatori CA o protezioni di sicurezza del notebook connessi alla presa di alimentazione.
  • Le batterie del notebook, anche quando sono conservate nel notebook stesso, dovrebbero restare a una temperatura di immagazzinaggio compresa tra 0°C e 35°C (tra 32°F e 95°F).
  • Le batterie possono essere conservate all'interno o anche all'esterno del notebook.
  • È opportuno caricare le batterie prima di riporle. Il tempo di ricarica consigliato dovrebbe essere non superiore a 1 ora. In questo lasso di tempo, la carica della batteria dovrebbe raggiungere un livello tra l'80% e il 100%. (Una parte della carica andrà persa con il tempo. A titolo informativo, le batterie a riposo si scaricano di circa il 10-15% in quattro mesi.)

I fattori che determinano l'usura della batteria del portatile e risolverlo

Inizialmente estremamente performanti – i modelli top di gamma garantiscono un’autonomia che sfiora, e in alcuni casi supera, le 10 ore – le batterie dei laptop possono finire con il degradarsi anche piuttosto velocemente. Dopo un anno, infatti, l’autonomia scende drasticamente e in alcuni casi potrebbe ridursi della metà.
Molto, però, dipende anche dall’utilizzo che si fa del computer portatile e di come si “tratta” la batteria. Come accade per quella dello smartphone, infatti, sono necessari alcuni accorgimenti che permettono di non rovinare la batteria del computer portatile e preservarne, così, autonomia e durata. Uno dei trucchi più efficaci, in questo caso, sta nel gestire al meglio i cicli di carica e scarica: ogni batteria, infatti, ha un numero finito di cicli di ricarica (solitamente tra gli 800 e i 1.000), valore oltre il quale non riuscirà più a caricarsi completamente. Scoprire se è consigliabile tenere la batteria sotto carica mentre si usa il laptop o se è meglio togliere la batteria quando il dispositivo è collegato alla presa della corrente potrebbe fare la differenza.

Gestire i cicli di ricarica

Una corretta gestione dei cicli di carica e scarica della batteria consentirà di allungarne la vita ed evitare che l’autonomia si riduca notevolmente dopo pochi mesi di utilizzo. Come dimostrano diverse ricerche sul tema – non ultima, quella realizzata dalla Battery University – una batteria agli ioni di litio non andrebbe mai ricaricata completamente, né fatta scaricare del tutto. Una ricarica del 100%, infatti, ridurrà i “cicli di vita” a disposizione dell’accumulatore, mentre limitandosi a cariche da 80-90% si riuscirà a ottimizzare il tutto, riuscendo a raddoppiare (o quasi) l’aspettativa di vita della batteria.

Il calore rovina le batterie

Il calore è tra le cause principali di batterie degradate e dalla scarsa durata. Temperature oltre i 30 gradi centigradi, infatti, fanno sì che i legami chimici tra gli ioni di litio si deteriorino in fretta e si rompano, limitando così la capacità di carica dell’accumulatore. La produzione di calore, però, è anche uno degli “effetti secondari” della ricarica delle batterie: insomma, più a lungo si ricaricano le batterie, più si corre il rischio di ridurne l’aspettativa di vita. Se la temperatura della batteria dovesse restare per tre mesi oltre i 40 gradi centigradi – tanto per fare un esempio – si calcola che perderà il 35% circa della sua capacità di accumulo (e autonomia, di conseguenza).

Caricare il computer mentre si lavora

Nonostante gli sforzi in questo senso, non esiste un’indicazione unica e univoca se si possa tenere il computer costantemente sotto carica mentre si lavora o si gioca. Ogni produttore, infatti, fornisce indicazioni più o meno differenti sul comportamento da tenere: alcuni affermano che non è necessario rimuovere la batteria anche una volta che ha raggiunto il livello di carica desiderato (tanto che alcuni modelli non hanno batteria rimovibile); altri, invece, consigliano di staccare la spina della corrente una volta che la batteria è carica a sufficienza.
Nonostante ciò, la decisione ultima spetta all’utente. Nel caso in cui si decidesse di tenere la batteria costantemente sotto carica, verificate che la temperatura ambientale non sia elevata e i sistemi di dissipazione del calore del PC funzionino alla perfezione. Se, invece, si sceglie di togliere la batteria è necessario accertarsi che sia carica all’incirca del 50%: valori più elevati o più bassi potrebbero comprometterne definitivamente il funzionamento.

Come ripristinare ed ottimizzare la batteria in MacOS

Le batterie dei dispositivi mobile come i portatili sono ottimizzate per riuscire a garantire il giusto equilibrio tra prestazioni ed autonomia. Di tanto in tanto sarebbe comunque opportuno andare ad effettuare un piccolo ciclo di manutenzione per riuscire anche ad avere un riscontro sulla salute della batteria. In questa guida vedremo come ripristinare ed ottimizzare la batteria in MacOS.

Alcune precisazioni

Le batterie montate all’interno dei prodotti come iBook, MacBook e Macbook Pro sono dotate di un microprocessore che va a dare all’untente un’indicazione approssimativa di quanto la batteria possa durare. Si tratta di quell’indicatore che segna la percentuale di carica e che con l’utilizzo va via via diminuendo. Si tratta sempre di calcoli approssimativi per cui di tanto in tanto può capitare che il vostro portatile si spegni al 5% piuttosto che allo 0%.

A cosa servono le procedure di calibrazione della batteria

Proprio come da intuizione le procedure di calibrazione servono per riuscire a tenere sempre in buono stato la salute delle batterie. Vedremo nella guida come ottimizzare la batteria in MacOS. Non aspettatevi miglioramenti enormi, ma seguendo questi semplici consigli potrete realmente salvaguardare la salute del dispositivo. Sarebbe opportuno eseguire queste operazioni una volta al mese.
I modelli che non sono interessati alla calibrazione e su cui quindi potreste non ottenere risultati sono i seguenti:

MacBook

  • – MacBook (13 pollici, fine 2009) e versioni più recenti

MacBook Air

  • – MacBook Air (tutti i modelli)

MacBook Pro

  • – MacBook Pro con display Retina (tutti i modelli);
  • – MacBook Pro (13 pollici, metà 2009) e versioni più recenti;
  • – MacBook Pro (15 pollici, metà 2009) e versioni più recenti;
  • – MacBook Pro (17 pollici, inizio 2009) e versioni più recenti.

Procedura di calibrazione ed ottimizzazione batteria in MacOS per i dispositivi dotati di batterie rimovibili

Gli step da seguire sono pochi e semplici, non c’è bisogno di un esperto.
  • Collegate l’alimentatore e caricate la batteria del PC al 100%. Il colore della spia di carica diventerà naturalmente verde;
  • Scollegate l’alimentatore ed utilizzate il PC fino ad esaurire completamente la batteria. Utilizzate tutta la carica residua fino a ricevere l’avviso a schermo;
  • Una volta esaurita tutta la batteria inserite di nuovo il vostro portatile con MacOS in carica fino a quando la stessa non raggiunge di nuovo il 100%.

Salute della batteria dei MacBook, MacBook Pro e MacBook Air

Le batterie dei dispositivi Apple sono state progettate per garantire il 100% della capacità fino a 1000 cicli. Una volta raggiunta tale soglia la batteria inizierà a “danneggiarsi” e potrebbe scendere ad una capacità massima dell’80%. Man mano che i cicli aumenteranno la carica della batteria potrebbe durare sempre meno.

Ripristinare ed ottimizzare la batteria in MacOS se non si utilizza il prodotto per lunghi periodi

Nel caso in cui siate consapevoli di non utilizzare il PC per lunghi periodi non riponetelo nel vostro ufficio con una carica troppo bassa. Se il prodotto si trova al 10% (tanto per fare un esempio) nel corso dei mesi la batteria si esaurirà comunque e potrebbe essere difficile riuscire a riportarla in vita. Riponete quindi il vostro dispositivo MacOS sempre con una carica sufficiente (superiore al 50%).

Ricordatevi di ottimizzare l’uso della batteria all’interno del pannello “Risparmio Energia”

I Notebook Apple dispongono di varie ottimizzazioni software per riuscire a garantire una scarica più o meno veloce a seconda della modalità in uso. Se utilizzerete il PC con luminosità elevata e tutti i sensori accesi la scarica sarà più veloce. Ricordatevi quindi di attivare ciò che serve solo quando serve. Gestite comunque tutte le opzioni di sorta all’interno del pannello di controllo del PC.

Le batterie del futuro saranno alimentate a saliva

A New York, un team di ricercatori dell’Università di Binghamton ha presentato una speciale batteria capace di alimentarsi con la saliva.
“Si tratta di una bio-batteria monouso, facile da usare e portatile che può generare potenza dalle cellule batteriche”, Ha detto Seokheun Choi, professore di informatica presso l’Università di Binghamton e coautore dello studio: “Questa batteria è pronta ad operare con i fluidi del corpo umano come la saliva per la generazione di energia su richiesta per altre applicazioni a basso consumo, come i biosensori”.
“La batteria include cellule batteriche specializzate che hanno la capacità di raccogliere elettroni esterni all’elettrodo esterno. Per l’immagazzinamento a lungo termine, le cellule batteriche vengono liofilizzate fino all’uso. Questa batteria può essere utilizzata anche in condizioni ambientali difficili come le aree desertiche. Tutto quello che serve è una materia organica per reidratare e attivare le cellule congelate”, ha aggiunto Choi.
Il professore ha spiegato che il prototipo della batteria riesce già a generare elettricità sufficiente per alimentare dei biosensori come test per l’HIV o di gravidanza. Inoltre, l’innovativa batteria è in grado di alimentare una luce LED per circa 20 minuti. Come affermato da Choi, il prodotto è stato pensato per fornire energia elettrica anche nelle condizioni ambientali più estreme, come le zone desertiche.
La scoperta è stata subito rilanciata dalle principali testate giornalistiche ed in molti hanno associato la scoperta come un metodo alternativo per caricare gli smartphone, dispositivi ormai famosi per la loro esigua autonomia di batteria, evidentemente ignorando la meccanica necessaria per la carica: in che modo un utente del futuro dovrebbe ricaricare un cellulare “a saliva”? Leccandolo o sputandoci sopra? In entrambi i casi lo scenario sarebbe alquanto grottesco.
Tuttavia, come spiegato dal team di ricerca, la biopila è solo un prototipo non ancora in grado di generare il quantitativo sufficiente di energia per alimentare un dispositivo mobile.